Referente: Valentina Martini

giovedì 7 ottobre 2010

Lo stile militaresco della scuola italiana

Segnalazione della prof. ssa Valentina Martini

http://www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/scuola--educazione-militare.aspx


Scuola, educazione militare
Non si spengono le polemiche sul corso che prevede la divisione degli studenti in "pattuglie", lezioni di tiro con la pistola ad aria compressa e percorsi "ginnico-militari".25/09/2010

I ministri Gelmini, La Russa e Tremonti.



Si chiama “allenati per la vita”. E’ il corso teorico e pratico, valido come credito formativo scolastico (alla sua quarta edizione), rivolto agli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra Ufficio scolastico lombardo, Comando regionale dell'esercito, ministero dell’Istruzione e della Difesa (per la prima volta c'è l'investitura ufficiale dei due ministeri). E che cosa serve a un ragazzo per allenarsi per la vita? Esperienze di condivisione sociale, culturale e sportive , informa la circolare del comando militare lombardo rivolta ai professori della regione. Dopo le lezioni teoriche “che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione” seguiranno infatti corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e “orienteering”, vale a dire sopravvivenza in ambienti ostili e senso di orientamento, (ma l’autore della circolare scrive orientiring, coniando un neologismo). Non solo, ma agli studenti si insegnerà a tirare con l’arco e a sparare con la pistola (naturalmente ad aria compressa). E in più “percorsi ginnico-militari”. 

Gli istruttori sono militari in congedo (un centinaio). Gli allievi, tutti volontari, l'anno scorso sono stati 900.Il perché bisogna insegnare la vita e la Costituzione a uno studente liceale facendolo sparare con una pistola ad aria compressa viene spiegato nella stessa circolare: “Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso”. Secondo il progetto Gelmini-La Russa, che ha già sollevato perplessità tra i professori che hanno ricevuto la circolare, “la pratica del mondo sportivo militare, veicolata all’interno delle scuole, oltre ad innescare e ad instaurare negli studenti la “conoscenza e l’apprendimento” della legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto internazionale, permette di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al “bullismo” grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”. Seguirà, a fine corso, “una gara pratica tra pattuglie di studenti (il termine è proprio pattuglie, recita la circolare, termine che ha fatto storcere il naso a molti docenti, ndr)”. Intanto si è aperto il dibattito: è giusto inserire all'interno della scuola pubblica iniziative da collegio militare? O è solo un'opportunità in più per i ragazzi di conoscere meglio il mondo della cooperazione e delle missioni internazionali di pace e di avvicinarsi a organismi e istituzioni come protezione civile, esercito e croce rossa? La circolare ha suscitato un vivacissimo dibattito in Rete avviando numerosi blog e forum di discussione, arrivando fino in Parlamento, attraverso interpellanze del Pd e dei radicali. Anche la Tavola della pace è intervenuta. "E' giusto che l'esercito entri in questo modo nelle scuole superiori?", si è chiesto Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola.

Sulla vicenda è intervenuto per gettare acqua sul fuoco il ministero della Pubblica istruzione. «Le polemiche nate dopo la firmadel protocollo Allenati per la vita sono assolutamente infondate efinalizzate solo alla distorsione del progetto», recita il ministero di viale Trastevere in una nota. "Il progetto non è stato firmato dai ministriGelmini e La Russa, come erroneamente riportato da alcuni giornali. Iministri sono stati semplicemente invitati a partecipare ma non eranopresenti‚ né alla firma né alla cerimonia. L'attività, nata in maniera sperimentale cinque anni fa, è stata ufficializzata con il primo protocollo nel settembre 2007, sotto il governo di Centrosinistra». 

Per il ministero si tratta di «un' attivià sportiva complessa e articolata che ha come primoobiettivo la conoscenza di se stessi, la capacità di lavorare in gruppo edi cooperare e l'acquisizione di competenze nei settori della protezione civile e del soccorso. Non è affatto finalizzata all'esaltazione della culturamilitare, come riportano alcuni organi della stampa. Alla firma delprotocollo infatti, erano presenti enti come la Croce Rossa e Associazionidi volontariato a vario livello, che poi parteciperanno alla realizzazionedelle attività», prosegue la nota. «Uno degli aspetti del progetto, e non il più importante, sono le prove di tiro con l'arco e con la carabina ad aria compressa. Non sono attivitàparagonabili a tecniche militari, bensì sono le stesse che si svolgono alivello olimpionico. Sono dunque da respingere tutte le interpretazioni finora avanzate, dettate solo dalla volontà di infangare un'iniziativa a cui aderiscono esclusivamente ragazzi e ragazze volontari, nell'ambito dell'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione», conclude il comunicato del ministro.

Le perplessità, però, per moltissimi docenti e studenti rimangono, come testimoniano le centinaia di blog, forum e articoli di giornale che hanno dedicato spazio alla vicenda, per non parlare dei siti pacifisti. Perché, ad esempio, tra le tante discipline olimpioniche esistenti, dalla canoa alla corsa a ostacoli, nell'ambito dell'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione si è scelto proprio il tiro con la pistola? E perché mescolare salvataggio, nuoto, roccia, assistenza, orientamento con attività militaresche tipo i "corsi di sopravvivenza in ambienti ostili", le "pattuglie di studenti", vestiti in mimetica, e via dicendo? Il ministro La Russa ha precisato che, pur avendo condiviso e quindi rinnovato l'iniziativa, probabilmente la sopprimerà il prossimo anno per concentrare le risorse sulla "mini-naja". Che però è rivolta a studenti maggiorenni.
Francesco Anfossi

mercoledì 1 settembre 2010

ANNO SCOLASTICO 2010 - 2011

I nostri studenti, alle prese con gli esami, stanno preparandosi per lanciare nuove iniziative laboratoriali  e proporre nuovi appuntamenti, in collegamento con le scuole da loro frequentate.

venerdì 4 giugno 2010

RIPOSO ESTIVO

Fine stagione 2009-10

Un ringraziamento sentito ai redattori 2009-10: Alberto Barbero, Alessandro Cavallotto, Mattia De Palma, Alessia Paradiso, Laura Gentile, Chiara Lunardon, Martina Maio, Veronica Usai. 

venerdì 7 maggio 2010

Cavadi alla Bonhoeffer il 15 maggio

Dopo la partecipazione degli studenti alla visione del film su Ipazia di Alessandria,
 la professoressa Valentina Martini ci segnala l'incontro con

AUGUSTO CAVADI
per la presentazione del suo ultimo libro

FILOSOFIA DI STRADA
il filosofare-in-pratica e le sue pratiche

Introduzione di Stefania Bernabeo

 Sabato 15 maggio 2010
ore 16.30

alla Biblioteca Civica Dietrich Bonhoeffer
di Corso Corsica 55
Torino
INGRESSO LIBERO

lunedì 29 marzo 2010

Nietzsche secondo la nostra prof. Valentina Martini

 “ Potrei credere solo a un Dio che danza”. (NIETZSCHE)


Nietzsche filosofo e poeta

Roberto Lupis 
Valentina Martini
 Chieri 
Biblioteca Civica Nicolò e Paolo Francone
Sala Conferenze
ore 21
per la rassegna
Filosofia in Biblioteca

martedì 2 marzo 2010

Giovedì 04.03.10 ore 17.30 Severino alla GAM

Lezione magistrale del VI ciclo di seminari della Scuola di Alta Formazione Filosofica



Emanuele Severino 

Sul problema della libertà
con 
Ugo Perone 
Leonardo Messinese

Emanuele Severino, il primo ospite italiano della Scuola di Alta Formazione Filosofica, 
alla Galleria d'Arte Moderna in Via Magenta 31 a Torino




Sintesi e commento della nostra professoressa
Abbiamo ascoltato Severino. Il suo intervento ci ha fatto riflettere sui rapporti tra il capitalismo e le 'potenze' dell'uomo, le sue ideologie e le sue forme di libertà. La tecnica appare per l'uomo occidentale l'unica via per conquistare la libertà. La tecnica - prima o poi - ci libererà da ogni forma di potere declinato ideologicamente, religiosamente o economicamente? O la tecnica ha una sua forma di libertà indomabile? 
Valentina Martini

Link dei video dell'incontro 
dalla nostra 
Q TV



http://www.youtube.com/watch?v=xkgk-WJWA9I

Per il Quintiliano hanno partecipato all'incontro Dario Coppola, Luca Debarbieri, Roberto Lupis, Valentina Martini, Eleonora Sariconi.